Se dubbi non esistono sulla data di nascita, se è inconfutabile che quando il Galli venne alla luce i genitori Antonio Galli e Livia Signorini abitassero a Perticara ( al tempo frazione del Comune di Talamello ) nelle case dell’Amministrazione della Miniera di Zolfo, in quanto il padre fu inviato assieme ad altri tecnici dalla nuova proprietà della Miniera, la Soc. Sulfurea di Romagna a riattivare le produzioni di Zolfo dopo il fallimento della vecchia società gestrice, sarebbe bene a questo punto capire il perché si continui ad asserire che il Galli nacque a Talamello, oppure se così fosse dare una spiegazione documentale di come la madre in quel preciso giorno potesse trovarsi a Talamello.
Un po’ come la storia di Gesù, sempre ricordato come il Nazareno ma, dato inconfutabile, che storicamente nacque a Betlemme.
Il piccolo Amintore fu battezzato a Talamello che al tempo poteva fregiarsi di avere la fonte battesimale, cosa che a Perticara non esisteva.
Utile al fine di mettere ordine in merito alla questione, del luogo di nascita, leggere attentamente la pag. 9 del libro “ Il luogo di nascita di Amintore Galli” di Italo Pascucci ( Ed. “ Associazione Pro Sanleo) dove viene citato per intero l’atto redatto dall’Arciprete Francesco Tomasetti, parroco di Talamello ( atto di nascita n. 593, registrato presso i documenti esistenti presso l’Archivio della Parrocchia di Talamello):
Nell’ atto si legge:
“ Die 12 Octobris 1845. Domina Livia Signorini uxor Domini Antonii Galli Ariminenses modo Perticariae degentes peperit hodie albente die puerum quem solemniter baptizavi et vocavi Amintorem, Claudium, Flaminium, pro neonato responderum Dominus Franciscus Zaccarelli Mondajini Ispector salis et Domina Rosa Monti huius terrae, f. Ita est.f. F.C.T.A.T.”
Il bello del latino è che è come la matematica, pertanto, in queste poche righe, è racchiusa la risposta di dove il Galli sicuramente vide la luce.
Altri indizi di questo “intricato pazle” sono i luoghi di nascita dei fratelli: due sorelle, Eroteide e Ezifola, nate a Perticara e morte bambine.
Un secondo fratello maschio Claudio nasce a Perticara, viene battezzato a s. Donato di S. Agata Feltria, lui pure morto appena nato.
La fama mondiale di Amintore Galli deriva dal fatto di aver scritto la Musica dell’Inno dei Lavoratori.
Il motivo non fu scritto per questo fine, ma venne composto per un ricreatorio giovanile di Milano.
Fu la felice intuizione di Filippo Turati che scrisse le parole adattandole al motivo.
Da questo connubio possiamo asserire che è nato un inno, conosciuto in tutto il mondo , come il più bell’ inno italiano.
Il giudizio di Mons. Don Pietro Cappella, parroco di Perticara e tenace ricercatore storico sulla figura del Galli, sull’Inno dei lavoratori: “riflette il carattere e la natura dell’Autore e porta il calore e la spinta travolgente subito respirata tra i minatori di Perticara”.
Ma non c’è ne voglia Don Pietro se un po’ di merito lo diamo anche all’acqua benedetta di Talamello.
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